Trasparenze d'epoca

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Acqua, materia "libera" della poesia:       

Petrarca: la dolce e pura serenità della bellezza
Poliziano: il magnetico incanto di un'immagine
Ariosto: l'illusoria seduzione della bellezza segreta
Tasso: la tormentata sensualità del desiderio
Marino: il fascino intenso della bellezza esteriore

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Nella visione poetica l’acqua è tale non per le sue caratteristiche fisico-chimiche, ma perché rappresentazione di realtà profonde della nostre psiche. Ripercorrendo la letteratura italiana, abbiamo cercato quegli "ingredienti" che hanno attraversato ed unificato la letteratura europea fino ai giorni nostri. Abbiamo cercato quello che permane per capire quello che cambia. I luoghi comuni, come quello del paesaggio ideale, ripetuti nelle loro infinite varianti, trasmettono ancora oggi messaggi efficaci e persuasivi.  Saper cogliere questi clichés significa,quindi, non solo possedere un’educazione letteraria, ma anche e soprattutto essere recettori critici di messaggi. Due descrizioni convenzionali, che conosciamo come modelli ancora attuali, sono quelle del "locus amoenus" e del "locus horridus": due tipizzazioni, una ridente e serena, l’altra inquietante e cupa, ingredienti base delle letterature europee.

Petrarca: la dolce e pura serenità della bellezza

Chiare, fresche et dolci acque,

ove le belle membra

pose colei che sola a me par donna;

gentil ramo ove piacque

(con sospir' mi rimembra)

a lei di fare al bel fiancho colonna;

herba et fior' che la gonna

leggiadra ricoverse

co l'angelico seno;

aere sacro, sereno,

ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:

date udïenza insieme

a le dolenti mie parole extreme.

"In quelle " chiare " " fresche " e " dolci acque " Petrarca vide, e sempre rivede, le " belle membra " di Laura. E voi stessi non potete scompagnare quelle acque da quella vista. Hanno specchiato quelle membra (chiare), le hanno ravvivate e quasi ringiovanite (fresche), le hanno avvolte come in un divino abbraccio (dolci). In quella memoria è la potenza e il fascino delle parole del Petrarca. Per il Petrarca tutta la natura vive per la memoria di Laura, si anima come toccata dalla sua presenza, dice la sua presenza".

Giuseppe De Robertis

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Poliziano: il magnetico incanto di un'immagine

L’erbe e’ fior, l’acqua viva chiara e ghiaccia

"Qual altro poeta seppe adoperare con un senso sì fresco tre aggettivi in una volta con un senso sì necessario? Quell’acqua davvero scorre (viva), luccica (chiara), ci tocca. E le parole paiono pietra durissima; sebbene abbiano vita e moto. Questo è Poliziano".

Giuseppe De Robertis

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Ariosto: l'illusoria seduzione della bellezza segreta

Trovossi al fin in un boschetto adorno,

che lievemente la fresca aura muove.

Duo chiari rivi, mormorando intorno,

sempre l'erbe vi fan tenere e nuove;

e rendea ad ascoltar dolce concento,

rotto tra picciol sassi, il correr lento…

 

Ecco non lungi un bel cespuglio vede

di prun fioriti e di vermiglie rose,

che de le liquide onde al specchio siede,

chiuso dal sol fra l'alte querce ombrose;

così voto nel mezzo, che concede

fresca stanza fra l'ombre più nascose:

e la foglia coi rami in modo è mista,

che 'l sol non v'entra, non che minor vista.

 

Dentro letto vi fan tenere erbette,

ch'invitano a posar chi s'appresenta.

La bella donna in mezzo a quel si mette,

ivi si corca ed ivi s'addormenta.

"Contemplare una giovane donna distesa in un prato fiorito, tra due ruscelli che mormorano nell’alto silenzio, è più seducente per un poeta immaginoso che condurla in un fastoso palazzo, fra un cerchio di sguardi ammirati. Non solo le strade che varcano di terra in terra, le foreste dove il viandante si perde, il mare immenso sono le scene dove il caso opera meglio i suoi prodigi e le sue sorprese: quei luoghi deserti sono anche quelli dove la mente fantastica meglio e sente meglio l’incanto del suo silenzioso lavoro, la magia delle immagini che sorgono e dileguano".

Attilio Momigliano

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Tasso: la tormentata sensualità del desiderio

S’alcun già mai tra frondeggianti rive

puro vide stagnar liquido argento,

o giú precipitose ir acque vive

per alpe, o’n spiaggia erbosa a passo lento;

quelle al vago desio forma e descrive

e ministra materia al suo tormento…

 

"Quel che colpisce anzitutto il lettore nelle opere tassesche, nelle maggiori come nelle minori, è una sensualità acuta e sottile, a cui sembrano adeguarsi soltanto modi singolarmente raffinati. Non nei temi erotici soli:… il Tasso… si sofferma sulle tormentose visioni dei suoi guerrieri, facendosi partecipe del loro non saziato desiderio che vien creando sempre nuove immagini dell’oggetto bramato".

Mario Fubini

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Marino: il fascino intenso della bellezza esteriore

Treman l'ombre leggiere ai venticelli,

Ch'empion d’odori il disvelato cielo,

E scotendo e ‘ncrespando i rami e l’onde

Si trastullan con l’acque e con le fronde...

"Molti sono i versi del Marino, che hanno valore per se stessi, quasi fossero lirica da soli. Bastava un color vivo, un riflesso d’acqua, una " verde ombretta ", un alito profumato a dargli momenti d’estasi contemplativa. Allora diceva a sé, più che agli altri… i mobili e inquieti riflessi dell’aria e dell’acqua… trovano spesso in lui immagini terse e soavi, quasi la sensualità corporea abbia perduto per un attimo il suo peso nella contemplazione artistica".

Carlo Calcaterra

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1998-99   I.T.C.S. "Jacopo Barozzi" MO    gruppo interclasse M.C.A.   prof.ssa Laura Bortolani

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