Storia sismica del veronese dall'anno 1500 al 1800


1501 giugno 05 : Alle ore 15 circa in Verona vi fu un grandissimo terremoto. Se per Verona le cronache non indicano danni materiali e vittime per Modena dove la scossa fu forte e preceduta da rombo si dovettero registrare dei morti nella popolazione. Fu violenta in Parma e forte a Bologna e Ferrara. Nel mattino del 9 giugno una forte replica causa va molti danni nella Romagna e certamente fu avvertita anche a Verona e Provincia. (Rif.6-18- 28)

1504 dicembre 31 : Dopo un anno che segnò una singolare anomalia nelle condizioni climatiche la notte del 31 dicembre in Bologna cominciarono a farsi sentire delle scosse che portarono danno nella città e che furono sentite a Ferrara, Venezia, Vicenza, Forlì e Firenze. A Verona storicamente viene registrato come un grande terremoto. Le repliche si protrarrono anche nell'anno 1505 per un periodo di quattro mesi. (Rif. 6-17-18)

1505 gennaio 3 : I terremoti Bolognesi, che durarono per 136 giorni, continuarono nella notte tra il 2 e 3 gennaio. Alle ore 02.30 circa antimeridiane una fortissima scossa seguita nello spazio di un'ora da altre quattro, sempre più intense con moto ondulatorio - sussultorio, portava danni alla città. In Verona questa scossa benchè sia stata de scritta grande non fece danni. Al 21 di gennaio alle ore 6 di notte una nuova grande scossa si propagò dal centro Bolognese fino a Verona mentre a Forlì fu violentissima. (Rif. 6-18)

1511 marzo 26 : Mercoledì. Alle ore 20 e trequarti due violentissime scosse di terremoto a breve intervallo l'una dall'altra e per la durata di circa 10 secondi di tempo portarono la rovina in tutto il Friuli. Il terremoto che a Bologna si manifestò solo forte fu sentito fino a Lodi ed Urbino. Le rovine toccarono Vicenza, Belluno, Treviso. Lo st esso pontefice Giulio II (1503-1513), che si trovava in Urbino per un'azione guerresca mirata a strappare alla Repubblica di S. Marco le terre usurpate allo Stato Ecclesiastico (viene citato in una lettera di Girolamo Lippomano ambasciatore veneto), spaventato uscì dalla camera ove si trovava. In Verona per la medesima ora la cronaca riporta .... . in fra le hore 20 e le 21 fu grandissimo terremoto tanto che nessuno mai ricordava di averne sentito di maggiori, rovinarono molti camini e portò molto panico. Forti repliche si avvertirono il 28 marzo dopo le ore 18 ma non forti come le prime, il primo di aprile alle ore 2 di notte abbastanza forte, ed ancora alle ore 6 di notte ma debole. Al primo di giugno alle ore 2 di notte cascò gran parte del palazzo che si trova a SW della Piazza (oggi detta Signori) verso la "Tore Granda e che si adimanda el Palazo dei Zudesi" (giudici). Ancora oggi sulla facciata di NE del Palazzo una lapide ne ricorda lo storico evento. Vedi TAB.3 (Rif.6- 17-18-28) *

1513 febbraio 08 : Il periodo sismico iniziato il 26 marzo del 1511 si manifesò fino al 13 di questo mese. A Verona però furono segnalati solo terremoti il giorno 8 febbraio dopo le ore 16 ed il giorno "12 dicembre fra le 4 e 5 hore de la nocte". Per quest'ultimo evento stà scritto che non fu troppo "grando". (Rif. 6-18-22)

1514 ottobre 09 : Fra le 10 e 11 hore trasse un terremoto in Verona. Con ogni probabilità questo terremoto rientra nell'attività sismica che stava interessando il Friuli dai primi giorni dell'anno, .... dove si legge che ai 7 di luglio fu avvertita una scossa a Venezia ed ai 12 dello stesso mese fra le ore 22 e 23 si avvertì un forte terremoto in Germania. Constatando la stessa ubicazione oraria ma la diversa informazione nella data si pone in dubbio sulla data stessa dell'evento. (Rif. 6-18-30-31)

1515 ottobre 25 : "A circa le hore 20 in Verona si avvertì un terremoto non troppo forte". Lo stesso fu avvertito a Venezia, mentre a Lodi fece tremare le case e durò parecchio. (Rif.6-18- 31)

1516 marzo 9 : "In citt… fra le 3 e le 4 hore de nocte trasse un terremoto" che secondo i cronisti fu grande a Verona e nel Friuli dove si stava manifestando un periodo sismico. (Rif. 18-31)

1520 febbraio 17 : Alle ore 11 di notte si avvertì un terremoto non molto grande. Il giorno 20 settembre alle 6 di notte nella città di Vicenza e Provincia fu sentita una forte scossa di terremoto che con ogni probabilità fu certamente avvertita anche nella parte orientale della Provincia Veronese. (Rif. 18-31)

1521 agosto 31 : A circa le ore 11 si avvertì un terremoto. E' probabile che il suo epicentro si sia trovato ad ovest di Verona, a pag. 663 del Rif.28 si legge: ecco di nuovo i terremoti in Italia, urtarono la Lombardia, lo s… Milano che flagellato dal cielo e dalla terra poco mancò che non restasse sepolto nelle sue viscere. (Rif.28-31) Dopo il 1521 e per 150 anni, gli scrittori Veronesi non riportano fenomeni sismici violenti che abbiano arrecato danno alla città di Verona.

1570 novembre 16 : Il lungo periodo sismico che interessò il Ferrarese dalle ore 09.45 pomeridiane di oggi cessava nel Febbraio 1576. In Ferrara portò danni inestimabili e si contarono oltre 2000 scosse. Nell'area epicentrale si avvertirono Rombi sotterranei, avvennero Bagliori nell'atmosfera, si osservò il rigonfiamento improvviso delle acque del fiume Po con alterazioni del suolo ed emissioni violenti di acqua nerastra frammista a sabbia. La scossa maggiore fu forte a Treviso, Padova, Bologna e Venezia venne avvertita nel Modenese, nel Mantovano, a Firenze e Roma. Per Verona le cronache non riportano nulla, ma certamente fu avvertita in maniera debole e più intensamente nella parte S ud Orientale della Provincia. Questo terremoto è ricordato in una lettera che il canonico P. Sacrati inviava da Ferrara nel Febbraio 1571 all'allora Vescovo di Verona Agostino Valier (o Valerio 1565-1606). (Rif.D.18-19)

1591 luglio 10 : In tutto il Vicentino a ore 2 fu sentita una scossa che recò spavento a tutta la città che fece cadere molti camini. Fu fortissima a Venezia e Forlì, debole a Trento dove non produsse danni. Verona rientra marginalmente nell'area dove si avvertì debolmente questo terremoto. (Rif.18)

1606 dicembre 12 : Una fortissima scossa si registrava nella città di Padova e con ogni probabilità si avvertiva anche a Verona. (Rif. 19)

1633 febbraio 17 : In quest'anno Verona venne interessata da 2 terremoti, quello di febbraio che avvenne all'alba e quello del 6 novembre che si avvertì anche a Mantova ed Ostiglia. (Rif.19-22-25-28-30)

1670 luglio 16 : Alle ore 7 circa si sentì un orribile terremoto che fu gagliardo anche a Vicenza. A pag. 797 del riferimento 28 si legge che nel Tirolo si fecero sentire in quest'anno orribili terremoti che rovinarono chiese ed edifici. Per la città di Innsbruck si temette che la stessa restasse o demolita o sommersa dal fiume Poich‚ nello ste sso tempo si erano avute delle inondazioni. (Rif. 6-18-28)

1671 giugno 20 : Alle ore 15 circa in Città si fece sentire un grandissimo terremoto che fece danni in tutta la Romagna. Una cronaca lo mette al giorno 19 alle ore 22 minuti 41 dopo il mezzogiorno. (Rif.6-18-28)

1683 gennaio 01 : La notte di S.Silvestro alle hore cinque si levò in Verona il terremoto che durò qualche spazio di tempo con terrore grandissimo in tutta la Città (Rif. 6-18)

1689 dicembre : Sembra che in quest'anno a Verona come in Forlì si sia sentito il terremoto. Nella cronaca al rif. 28 pag. 807 si legge che nel contado del Tirolo e nella capitale "Innsbruck" il 20 dicembre alla mezzanotte si sentì un gran terremoto che non lasciò un edificio intatto. Ne seguì uno sciame sismico che indusse il popolo a ritirar si nei villaggi in stalle o case di legno. (Rif.19-22-28)

1690 dicembre 04 : Le scosse sismiche in Tirolo continuarono ancora nei primi mesi dell'anno. A Verona certamente se ne saranno avvertite debolmente alcune di queste che ai più saranno passate inosservate. Ma il 4 di dicembre, lunedi, alle ore 2 di notte in Città si fece sentire una discreta scossa che a Vienna come nelle Province limitrofi fu terribile e per la durata di un "Ave Maria". Alle ore 23 del 4 in Venezia si avvertì una scossa che fece suonare alcune campane. (Rif. 6-18-28)

1693 luglio 06 : Tre scosse di terremoto, la prima più forte e le altre due dopo circa mezz'ora ma più deboli si avvertirono in Città e Provincia. L'area scossa maggiormente risultò essere il Mantovano dove fu fortissima con la caduta di molti comignoli e qualche edificio. Fu avvertita a Ferrara, Venezia, Padova. In Piazza Canossa, a Mantova, una piccola chiesa è dedicata alla Madonna del Terremoto. La chiesa fu eretta nel luogo dove sulla facciata di una casa si trovava l'affresco che ritraeva la Madonna invocata dai Mantovani a protezione contro il terremoto che sconvolse l'Italia in quest'anno. L'attuale edificio risalente al 1759 venne costruito al posto del precedente di legno. S ulle origini della devozione alla Madonna del Terremoto un documento storico ne narra i fatti che indussero i fedeli alla fine del XVII secolo a costruire la piccola chiesetta. Riportiamo quì la sua breve ma significativa storia. "Degna cosa è da rimarcarsi in congiuntura di questo terremoto, cioè lo scoprimento d'una miracolosa immagine di Nostra Signora tenendo il bambino Gesù in braccio, a destra S.Giuseppe ed a sinistra S.Rocco, ed ecco come ciò seguisse: Sulla Piazzetta dell'Albrisa, volgarmente oggidì del Can ossa per il palazzo di questa nobile famiglia, abitava un certo Pietro de' Stefani, sartore di mestiere in una casetta a pigione sull'angolo di essa piazzetta che appartiene al signor Andrea Comini e serviva per comodo della lui carrozza. Sul muro eravi dipinta un'imagine di Nostra Signora quasi inosservata perch‚ smarrita di colori esposta senza verun riparo alle acque pioventi. Pietro de' Stefani trovavasi presso il muro della sua abitazione quando sentironsi le prime scosse del tremuoto ed asseverantemente assicurò diversi circostanti spaventati che in quel sito egli non sentiva niente invitandoli a rifugiarsi vicino al muro e raccomandarsi a quell'immagine per essere salvi dalle temu te rovine. In brieve d'ora divolgatosi il prodigio vi accorsero moltissimi adoratori i quali offerirole copiose limosine laonde fu da certuni giudicato bene d'impiegarle a riparare l'immagine dall'intemperie delle stagioni col farle d'intorno una nicchia, ed un piccolo coperto che sporgesse in fuori due braccia in circa, locchè è quel jus comune di ciascun padrone di casa sulla via pubblica, non potendosi dilatare più innanzi senza licenza del Principe che è padrone delle strade e delle piazze. Ma crescendo sempre più il concorso de' divoti che d'ora in ora se le inginocchiavano davanti, appendendole voti e tavolette per grazie ricevute, e ‚ talvolta potendocisi accostare attesa la st rettezza della nicchia oppure per l'incomodo della pioggia e fango nella piazza, unironsi col Signor Comini, padrone della casa, vari altri divoti e supplicarono il Duca con loro memoriale in data 12 giugno anno seguente 1694, acciò permettesse graziosamente che si potesse dilatare sulla Piazzetta una cappella cinta di mura larga 10 e lunga 12 br accia per comodo de' li divoti adoratori, ed in essa alzarvi un altare per il divino sagrifizio. Ottennero il favorevole rescritto e frattanto formarono provvisionalmente una cappelletta di legni coperta di tetto e vi piantarono l'altare, appagando con ciò la calca de' divoti che trovò il comodo di starsene al coperto orando. Il Duca medesimo pr ese tanta devozione a quest'imagine che non lasciò mai più di visitarla anzi gli fu conceduto dal Vescovo che una qualche fiata, lui presente, potesse farvi celebrare la Messa per suo comodo, ma non altrimenti ciò si potesse in di lui assenza fino a tanto che la cappella non fosse cinta di muraglia per decenza del Sagramento dell'altare. Ma que sta mura non si è poi fatta e la cappella di legnami stà tuttora qual vedesi a' miei giorni. Sempre però ci si è continovato il culto essendosi introdotta la pia costumanza che nel giorno anniversario di questo tremuoto ci si fan un bell'addobbo e sulla piazzetta verso sera cantansi in musica le laudi di Nostra Signora ed il Te Deum. Così pur e nella Basilica di S.Andrea, sotto la cui parrocchiale giurisdizione è posta la cappella, si espone il dopo pranzo l'augustissimo Sagramento e si benedice il popolo, in rendimento di grazie a Dio per la liberazione dalle rovine del tremuoto e dello scoprimento di quest'imagine stata popolarmente denominata la Madonna del Canossa". Da allora e pe r due secoli, sino alla fine degli anni 50, il 6 luglio veniva celebrato dai parrocchiani di S.Andrea. Tre decenni di silenzio non hanno spento la venerazione per la Madonna del terremoto. Effettuati vari interventi di sistemazione la chiesetta è stata riaperta al culto nel luglio del 1989. Vedi TAB.4. (Rif. 6-18-25)

1695 febbraio 25 : All'alba del giorno 17 febbraio, la cronaca lo pone il 25 alle hore tredici e mezzo circa (ore 7.30 antimeridiane), altra alle ore 12 di mattina (ore 06 Ant.) in Città si avvertì uno spaventoso terremoto che abbattè molti camini portando panico nella popolazione. Il terremoto colpiva fortemente il Veronese al suo confine col Vicentino, infatti in un vecchio lunario intitolato "Giornale Storico Colognese" per l'anno MDCCXCV si legge : 25 febbraio mercoledì prima tempora di Primavera, Santa Costanza V. e M. - messa solenne in Duomo per voto della Mag. Città fatto a questa santa pel fiero terremoto che avvenne l'anno 1695. Per il terremoto nell'Asolano rovinarono più di 1400 case con parecchie vittime, più 1200 case furono rese inagibili. Il Vescovo di Verona, Pietro Leoni (1690-1697), ordinò una processione in rendimento di grazie che il giorno di Venerdi 4 marzo dopo pranzo dalla cattedrale si diresse alla chiesa di S.Zeno Maggiore. Il podestà di Verona "Orazio Correggio in un proclama del 10 marzo 1695, pubblicato con tutte le formalità sotto la Loggia e a suon di tromba proclamava: Non essendo cose, che maggiormente provocar possino la Giustizia Divina a fulminar contro gl'Huomeni i suoi castighi, che le bestemmie, che da sacrileghe bocche vengono contro il Venerabile nome dell'Altissimo proferite, e la profanatione de Tempij al culto suo consa crati, ha dimostrato sua divina Maestà nell'horido avviso del terremoto (che con scosse tremende fece ne' giorni passati sentire) il suo giustissimo sdegno, flagellando col diroccamento d'habitationi e con stragi di morte in più luoghi dello Stato. Volendo però gl'Illustrissimi, et Eccellentissimi Signori Orazio Correggio Podestà, e Baldissera Berengan Capitano per la Serenissima Repubblica di Venetia, etc. Rettori di Verona e suo Distretto che in questa città e territorio al loro Zelante Governo commessi ogni uno s'astenghi di commettere tai essecrabili rilassatezze, ch'offendono quel Dio, dal quale tutti beni procedono, et a cui sono dovute l'adorationi, rinovando l'EE.SS. le prescr izioni sia ne loro Proclami pubblicate, onde maggiormente spicchi la loro intentione risoluta, fa pubblicamente intendere o sapere. Che non sia persona alcuna di che grado, e condition esser si voglia, ch'ardisca bestemmiare, e vilipendere in qual si voglia forma il Santissimo Nome di Dio, della Gloriosa sempre Vergine Maria, e d'alcun Santo, e Santa, ne proferir parole di sorte alcuna indecenti contro l'honor e riverenza loro in particolare, nè in generale, sotto tutte quelle pene più gravi … Rei, taglie, e segretezze … Denonciati, che sono dichiarite nelle Parti dell'Eccelso Conseglio, le quali saranno con ogni rigorosa Giustizia esseguite, et inoltre di maggiori pene ancora della vita, secondo l'enormità della bestemmia. Quelli ch'ardissero violar, profanar le Chiese, e Luocri Sacri con qualunque atto d'irriverenza niuno eccettuato, offendere, molestar e frequentar li Claustri, e Parlatorij de Monasterij di Persone Religiose, o inquietassero il loro pacifico e quieto vivere col commettere scandali, facendo nascer risse, o altre sorte di deliti, sia chi esser si voglia, niuno eccetuato sar… severamente punito con pena di Galera, bando et etiam della vita conforme la qualit… de gl'eccessi, e con li riguardi alle condizioni delle Persone, che nei medemi incorressero. Nelle predette pene, pure si comprenderanno quelli ch'ardissero proferire parole oscene, o face ssero alcuna azione scandalosa, et indebita in vicinanza de sopradetti Luoghi Sacri, affine ogniuno si contenga nei limiti della molestia, e porti quella riverenza ch'è dovuta alle medeme Chiese e monasterij. Orazio Correggio Pod. Baldissera Berengan Cap. (Rif. D.R.6-7-18-30-34) *

1703 gennaio 20 : Nel mese di Ottobre 1702 cominciarono a sentirsi nell'Umbria alcune lievi scosse di terremoto. La prima grande scossa che avvenne alle ore 02 del 14 gennaio 1703 fece rovinare completamente Norcia e provocò danni ingenti a Cascia. La grande scossa di Norcia fu seguita da moltissime repliche tanto che la terra continuò a tremare fino al primo di febbraio. La seconda grande scossa avvenne alle ore 21 del 16 gennaio con epicentro verso la città dell'Aquila dove ne seguì una terza alle ore 18 del 2 febbraio. Questo grande periodo sismico, uno dei maggiori che abbia colpito l'Italia Centrale, alle ore 20 circa del giorno 20 gennaio si manifestava in Verona con una fiera sc ossa di terremoto ma che non provocava alcun danno. Nei primi due mesi dell'anno i Terremoti urtarono violentemente le falde occidentali del Monte Baldo: Brenzone, Cassone, Malcesine, ed è quindi probabile che la scossa del 20 gennaio sia stata irradiata dalle profondità del Monte Baldo. A causa dei continui terremoti nel giorno 8 marzo di quest 'anno il "Consiglio Generale dei 10 comuni della Spettabile Gardesana dell'Acqua" veniva convocato ed eleggeva i santi eremiti Begnino e Caro a patroni e perpetui protettori della medesima Gardesana che era afflitta da tempeste, siccit…, secche, venti stravaganti e terremoti. Nel documento redatto a quel tempo si legge: Electio SS. Bernini ed Car i in Patroni Gardesanae. Dal Consiglio delli dieci Comuni della Spettabile Gardesana dell'Acqua legittimamente convocati alla presenza dell'Ill.mo Sig. Domenico Becelli Capitano del Lago, in numero perfetto, il giorno di giovedi mattina li 8 marzo 1703 come dal libro Consigli K a Carte 30 e 31. Gli accidenti che soventi affliggono questi poveri co muni della Gardesana con tempeste, siccità, secche di albori, venti stravaganti e terremoti, come di presente, con rovina quasi totale de' Paesi e con altre calamità, flagelli tutti della Divina Giustizia giustamente contro noi sdegnata per le nostre colpe, eccitano l'animo di questo Consiglio a ricorrere alla protezione validissima de Santi, ch e per pietà si degnino con le loro preghiere presso la Divina misericordia, arrestar quei fulmini de quali vie armata la mano Divina da nostri errori; sopra il che investigandosi, Christi nomine invocato, sono stati nominati li Santi Begnino e Caro, Eremiti che vissero e morirono in questa riviera, lasciando a noi per pregiatissimo pegno i loro s anti corpi nella Pieve di Malcesine, e però umilmente invocando li Santi stessi e implorando la loro protezione, particolar tutella gli ha eletti e li elegge per Patroni perpetui Protettori della medesima Gardesana dell'Acqua ponendola sotto il loro Patrocinio tutella e protezione, affinchŠ mediante le loro efficacissime intercessioni si rendi d egna di godere i frutti della divina grazia. Restando appresso determinato a tutte voci di far fare ogni anno in perpetuo nel mese di maggio un Officio Generale in Malcesine nella Pieve, ove s'attrovano le Reliquie de Santi Protettori, con quel maggior numero di R.R. sacerdoti possibile per aver li Santi Sacrificj applicati in suffragio delle Anim e Purganti dovendo anche essere supplicato l'Illustrissimo Signor Capitano del Lago presente, che pro tempore sar… per il suo intervento ed assistenza al suddetto ufficio. Campetti Antonio - Segretario. (Rif.6-7bis-18-30)

1708 maggio 27 : La mattina si sentì a Verona a hore sette una piccola scossa di terremoto che durò meno del tempo di un "Ave Maria".

1719 gennaio 07 : Un terremoto che interessò l'Italia Nord-Orientale si avvertì debolmente alle ore 3 della sera in Verona. Fu forte a Venezia e Treviso dove fece cadere qualche comignolo. Forte anche a Vicenza ma senza danni. Si avvertì inoltre a Padova, Bologna, Ferrara, Pesaro. (Rif.18)

1732 febbraio 04 : Al principio dell'anno si avvertirono alcune scosse sismiche di poca durata e di leggero dibattimento. Il giorno 4 Parma veniva scossa da un terremoto che alle ore 1 di sera con spavento degli abitanti faceva cadere dei comignoli e rovinare nel Contado qualche casa mal costruita. Ne seguirono delle leggere repliche. Alle ore 04. 45 se ne avvertì una gagliarda ed altra ancora verso le ore 8 circa. Il giorno 27 alle ore 22 altre due repliche fecero cadere ancora dei camini. Le scosse continuarono fino al 30 di aprile. In un manoscritto che si trova raccolto nell'Archivio Storico Veronese si indica che le scosse avvertite nel Veronese siano ripercussioni dell'attività che era in atto nel Parmense. (Rif. 18-30)

1738 novembre 05 : Alla Mezzanotte circa in Verona furono intese 2 forti scosse di terremoto che generarono un grande spavento. Le scosse che furono molto intense nel Parmense rovinarono oltre 2000 camini e la cronaca riporta che dalle ore 8 precise della notte, ossia dalle 23 le scosse si replicarono per ben 4 volte nello spazio di un'ora. (Rif.7 -18-25)

1741 aprile 24 : Verona può essere inserita nell'area debolmente scossa da un terremoto che alle ore 15 e mezza provocava ingenti danni nella zona di Fabriano. Si ricorda nelle cronache che il terremoto delle Marche a Mantova causava una considerevole fenditura nel muro esterno del pubblico Archivio presso la Torre. La scossa fu avvertita a Lodi ed in tutto il Friuli, mentre a Vicenza fu abbastanza sensibile. (Rif.18)

1743 aprile 24 : Il Baratta al Rif.18, il Mercalli al Rif.19, il Goiran al Rif.7 riportando il terremoto di quest'anno al giorno 24 di Aprile alle ore 16 circa (11 antimeridiane) si possono essere sbagliati, ma soprattutto il Goiran, poichè nella Sua "Appendice e Note al Catalogo dei Terremoti Italiani (Rif.7) alla pag. 10 si legge che fra i mano scritti della Biblioteca di Verona stà scritto: "Adi 24 aprile 1743 in seminario a Vicenza scrivo per mia memoria, che in questo giorno da santa Chiesa dedicato a S.Giorgio, che è lunedi, alle ore 16............ Nel 1743 il 24 aprile scade di mercoledì, mentre nel 1741 il 24 aprile scade di lunedi. Quindi questo evento va indicato nell'anno 174 1. (Rif.7-18)

1756 febbraio 25 : Bassano del Grappa come altri luoghi del Veneto furono colpiti da una violenta scossa. Questa si verificò alle ore 22 Italiane e fece uscire molti cittadini che si trovavano in chiesa la stessa si ripetè alle ore 7 di notte. Quest'ultima sensibile scossa fu pure avvertita a Trento come in altri luoghi del Veneto. Il giorno 13 aprile alle ore 3 di sera una replica fu avvertita a Treviso, Padova e Verona. Nella zona di Treviso ne seguì uno sciame sismico. (Rif.18-30)

1772 ottobre 31 : Nel diario del Conte A. Cavalli Peverelli di Colognola ai Colli si Legge che alle ore 23 (6 pomeridiane) a ciel sereno si è sentita una orribile scossa di terremoto che visibilmente faceva tremare le pareti e si muovevano i travi. (Rif.7-30)

1774 marzo 31 : In un manoscritto che si trova presso la Biblioteca Civica di Verona autografato da Benedetto del Bene e composto di Due Volumi rilegati in pergamena riportante le notizie Veronesi dall'anno 1770 al 1776 si legge che nell'anno 1774 il 31 marzo alle ore 21 lo stesso cronista (B. Del Bene) avvertiva una scossa di terremoto piuttosto forte della durata di circa 3 minuti secondi. Riporta inoltre che per altre due volte si erano già sentite scosse di terremoto, l'11 di febbraio e ai 20 circa di marzo queste erano accadute alle ore due di notte e senza portar alcun danno. Altre cronache riportano che in febbraio e marzo tremava pure Parma, come nel giorno 4 marzo alle ore 6 e tr equarti. Ma anche il Bresciano tremava alle ore 04.04 antimeridiane del 28 o 29 marzo con replica pi— forte alle ore 03.49 antimeridiane del 30 aprile. (Rif.7-18-25-27-30)

1776 luglio 10 : Le due fortissime scosse di terremoto che alle ore 20.40 circa colpivano la zona di Tramonti e che furono gagliarde a Belluno e Venezia certamente saranno state sentite anche nel Veronese, poichè il terremoto fu chiaramente avvertito a Vicenza e Padova propagando le sue onde sismiche fino a Lugano in Svizzera. (Rif. 17-18)

1778 giugno 11 : Un terremoto che causava danni nel Forlivese si sarebbe propagato fino al Veneto essendo stato inteso sia a Padova che a Vicenza e forse l'onda sismica arrivò anche a Verona. (Rif.6-18)

1779 maggio 04 : Dopo una prolungata siccità che perdurava dal 14 dicembre 1778 oggi ritornava la pioggia che bagnava il terreno fino alla profondità di mezzo piede (Rif.27). Negli ultimi giorni di questo mese iniziava nel Bolognese un lungo stillicidio di scosse alcune delle quali fortissime che procurarono dei seri danni. Lo sciame sismico si manifestò fino al dicembre dell'anno 1780. A Verona nell'anno............

1780 febbraio 05 : Alle ore 4 ant. si avvertì una fortissima scossa che con ogni probabilità va inserita nel periodo sismico Bolognese. (Rif.18-27)

1781 luglio 17 : Alle ore 14.17 italiane in Verona si avvertiva una leggera ripercussione sismica dovuta alla disastrosa replica di terremoto che colpiva la Romagna. A Vicenza l'intensità della scossa fu più sensibile di quella avvertita il 4 aprile. Al 10 di settembre verso le ore 17 italiane per un terremoto che portò danni nella zona di Trev iglio, in Città si avvertì una leggera scossetta e la stessa veniva segnalata a Padova e Mantova. (Rif.17-18)

1782-1783 In questo periodo si ha sul Monte Baldo un massimo di fenomeni sismici, culminanti con l'inizio dei grandi terremoti Calabri che dall'anno 1783 si ripeteranno fino al 1793. (Rif.18-30)

1783 luglio 28 : Alle ore 6 e mezza di sera l'Alto Garda veniva interessato da una scossa sismica che fu gagliarda in Val di Ledro (TN). (Rif.18)

1786 aprile 07 : A seguito del terremoto che interessava il Bergamasco alle ore 01 ant., in Città si sarebbe avvertita una lievissima scossa, fu avvertita leggermente a Padova e violentemente a Parma dove arrecò danni alle case. La notte del 25 dicembre dopo le ore 9 italiane delle terribili scosse portarono morte e distruzione nel Riminese. La sc ossa maggiore si propagò lungo la costa Adriatica, fino a Genova, a Vicenza fece suonare le campane e a Mantova fu breve e della durata di pochi secondi. Certamente il fenomeno è stato avvertito anche se in modo lieve a Verona. La cronaca storica di questo evento Riminese ci ricorda che durante famosi terremoti accaduti in altre epoche la citta di Pesaro (antichissima città italica appartenente ai Piceni, Etruschi, Galli Senotti e conquistata dai Romani nell'anno 184 a.c. durante il IIø triumvirato, accogliendo una colonia di veterani di Ottaviano e di Antonio prese il nome di Colonia Julia Felix Pisaurum) lo riferisce Plutarco nella vita di Antonio che una volta per grandissime apertu re della terra venne interamente inghiottita. Ed anche un'altra città "Conca", che sorgeva tra Rimini e Pesaro, fu sprofondata e questo non più in la del XIV secolo. (Rif.A.-18-26)

1789 agosto 03 : La violenta scossa di terremoto che urtava la zona di Tramonti in Friuli a Verona fece fermare il "Pendolo" dell'Astronomo Antonio Cagnoli (Zante 1743 - Verona 1816) che in Città aveva fondato una specola, i suoi strumenti vennero poi donati all'Osservatorio di Brera. Il giorno 4 alle ore 22 la zona di Tramonti veniva interessata da una nuova forte scossa che si avvertiva anche a Verona, Padova e Vicenza (Rif. A.-6-18)

1790 marzo 08 : Al Rif. 27 si legge che alle ore 06.47 nella notte dai 7 agli 8 di questo mese in Verona si sentiva una lunga e forte scossa di terremoto di grado insolito che però non procurava alcun danno. Il terremoto colpiva in modo violento la Carnia nella zona di Tolmezzo. (le ore 06.47 in questo periodo sono le 00.47). (Rif.18-25-27)

1792 giugno 29 : Una breve ma chiara scossa di terremoto si avvertì alle ore 01.30 circa dopo la mezzanotte. (Rif.7)

1793 febbraio 28 : Alle ore 6 europee della mattina scoppiò una forte scossa di terremoto. La mattina del 28 marzo pochissimo avanti le ore 12 italiane a Verona si avvertiva un'altra sensibile scossa di terremoto per la durata di alcuni minuti secondi. Secondo le ricerche condotte dal Prof. Agostino Goiran, ed espresse al riferimento 7 pag. 14, i ndicano che si tratterebbero di 2 terremoti i quali avrebbero urtato puramente la nostra regione aggiungendo una prova in pi— alle tante altre dimostrando che il Veronese somministra le coordinate di un centro sismico importantissimo. E' pure notevole il ripetersi del terremoto ad un mese di intervallo e quasi alla stessa ora. E' probabile quindi che queste due attività si siano irradiate dai focolai sismici o della Val d'Illasi o dalla zona di Garda-Costermano o dalla zona di Zevio oppure dalla Val d'Adige. (le ore 12 italiane in questo periodo corrispondono alle ore 7 antimeridiane). (Rif.7-27-30)

1794 giugno 06 : In un diario di famiglia al Rif.35 si legge: "Colognola ai Colli la notte scorsa si è fatto sentire per ben due volte il terremoto, la prima scossa che fu terribile e della durata di 6 secondi si sentì alle ore 00.50 ant. (le 1 ant. circa) e la seconda più mite e non tanto durevole, ma per altro molto sensibile nacque alle ore 02.25 (2.30 circa antimeridiane) et a parer mio (continua il diario) sembrava originata a levante e che finiva a ponente". Infatti, in questo periodo nella zona di Tramonti (Friuli) delle fortissime scosse di terremoto portavano degli effetti disastrosi. Questo periodo sismico era iniziato il 5 giugno con repliche più o meno forti e si era protra tto fino al primo giorno di settembre quando una nuova e rovinosa scossa colpiva nuovamente la zona Friulana. Anche questa seconda scossa fu segnalata a Colognola ai Colli ed avvertita in Città e Provincia in modo lieve. Nessuna delle due però arrecava danni nel Veronese. In questo periodo le ore 12 corrispondono alle ore 07 antimeridiane; le 11 alle 06 ant., le 10 alle 05 ant, le 09 alle ore 04 ant., ecc. (Rif.18-35)

1795 giugno 03 : Ancora un terremoto con epicentro nella zona di Tolmezzo viene segnalato da Colognola ai Colli nel diario del conte Peverelli dove si legge: la mattina alle ore 09.10 circa, si sentì una non indifferente scossa di "tremmuoto". In quest'anno fra le molte altre scosse più o meno intense una particolarmente forte colpiva la zona di Tolmezzo nel giorno 1 di gennaio alle ore 02.15. (Rif. 7 bis-15-30)

1796 ottobre 22 : Di questo terremoto che alle ore 05 ant. colpiva la Romagna con danni ingenti, come nella citt… di Ferrara e nella zona di Medicina (BO), si narra che a Verona fu gagliardo e della durata di 15 secondi in due riprese. Per Colognola ai Colli il conte Peverelli lo descrive lungo e sensibile. Fu inoltre avvertito a Padova dove le d ue scosse furono violenti. A Vicenza fu preceduto da uno sciame sismico minore e fece suonare le campane con la caduta di comignoli. Nei quattro diari storici, che si trovano presso la Biblioteca Civica di Verona, si nota una netta differenza nel calcolare il tempo esatto dell'evento: ore italiane 11,45 - 11,15 - 11,00. In questo periodo le ore 11 italiane corrispondono alle ore 05 antimeridiane del mattino. L'Astronomo Cagnoli, nelle sue memorie accademiche, ricorda che si avvertirono due scosse nello spazio di un quarto di minuto e gagliarde. Altre quattro "eransi" sentite in questi paesi nella presente età. (Rif.6-7-18-25-30)

1797 maggio 02 : Si sentirono 2 scosse di terremoto alle ore 7 circa. (Rif. 6)

1798 marzo 07 : Due lievi scosse si avvertirono verso le ore 09.30 della sera. (Rif.6)

1799 febbraio 06 : Ancora nel diario del conte Antonio Peverelli si legge: alle ore 04 ant. si è fatto sentire un non indifferente terremoto. Il 29 maggio due nuove scosse di terremoto si facevano sentire a Verona alle ore 8 pomeridiane circa (le 24 antiche). Altra lieve scossetta si registrò il 29 giugno. Il terremoto del 29 giugno fu terribile a Cremona e portò danni in Brescia. (Rif.6-18-30)

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