Alla Scoperta del Bosco ...


La visita guidata al Parco Nazionale del Pollino del 03.06.1998 per noi ragazzi di II e III sez. A è stata un'esperienza esaltante e produttiva, perché tutti ci siamo sentiti protagonisti attivi di una vera e propria ricerca sul campo, che ha arricchito le nostre conoscenze e nello stesso tempo ci ha consentito di verificare quanto appreso in classe.

Essa ha rappresentato il punto di partenza di tutta una serie di approfondimenti ed anche di scoperte, che qualificheranno il successivo impegno di studio.

Il "bosco", insomma, ha assunto per tutti noi la funzione di "laboratorio naturale" entro il quale, guidati dai nostri insegnanti, abbiamo sperimentato e verificato dal vivo la conoscenza di un ambiente tipico che da sempre ha inciso sulla civiltà dell'uomo, e abbiamo consolidato nel concreto la necessità di salvaguardarlo.

Nel corso della visita abbiamo condotto un'articolata serie di esperienze comuni ed individuali, le quali sono state confrontate e socializzate e, attraverso l'intenso lavoro sul campo, abbiamo raccolto materiali e dati, i quali daranno un nuovo senso all'impegno scolastico di studio.L'intero percorso della visita guidata ha assunto il rilievo di un laboratorio vivente, che ci ha consentito di fare interessanti osservazioni e scoperte su vegetali ed animali, che, in verità, ben poco conoscevamo.

A Piano Ruggio, in particolare, la guida ci ha fatto osservare tante piccole buche disseminate nel terreno, spiegandoci che si tratta delle tane dei Driomi, piccoli roditori dalle grandi orecchie.

Abbiamo così approfondito la conoscenza di questo piccolo animaletto, presente anche sulle Alpi, e se quest'ultimo è caratterizzato dall'avere nel suo corredo genetico 50 cromosomi, il drioma del Pollino ne ha solo 49; una significativa differenziazione che ancora oggi i naturalisti stanno studiando.

Altra interessante osservazione è stata quella che ha avuto ad oggetto la Michiola Fagi, un piccolo parassita delle foglie del faggio, delle quali si nutre, per poi trasformarsi in una minuscola farfalla. Ma il momento più coinvolgente delle nostre osservazioni è stato quello della scoperta del "Lichene barbato", così numeroso sui maestosi tronchi di faggio, e del Lichene Geografico, che prospera sulle pietre "fillade": l'incontro con questi ecologici indicatori positivi dell'inquinamento, che crescono solo dove l'aria è pura, ci ha consentito di sviluppare le tematiche dell'inquinamento, del monitoraggio dello stesso e della formazione di una coscienza ambientalista.

Il pomeriggio, abbiamo concluso la nostra indagine esplorativa sul campo, visitando Morano, caratteristico paese del Parco.La visita di questo piccolo borgo è stata molto interessante perchè abbiamo avuto la possibilità di ammirare da vicino il prezioso Polittico del famoso Vivarini e altri tesori d'arte sacra, la bella chiesa barocca della Colleggiata, la monumentale Basilica di S. Bernardino del sec. xv, i resti del Castello feudale e il Museo della Civiltà Agro- Pastorale.

Queste appassionanti indagini sul campo hanno vivacizzato anche il successivo lavoro in classe, poiché con entusiasmo abbiamo proceduto a sistemare con metodo, a classificare i campioni prelevati, ad organizzare la collezione delle fotografie, a confrontare ed analizzare i dati,a rielaborare gli appunti al computer,a discutere le osservazioni fatte, arricchendo ulteriormente la nostra formazione e la nostra istruzione.