In questa pagina raccogliamo alcune delle idee che sono emerse dal confronto tra alunni e docenti già nel corso della ricerca e al termine del lavoro.
E' importante far sì che le nuove consapevolezze acquisite nel corso della ricerca inneschino una fase propositiva da parte degli alunni, che devono sentirsi parte attiva e responsabile della comunità locale.
Sono proposte minime, ma preziose, che offrono all'attenzione della città e delle persone che l'amministrano alcuni elementi di discussione.
In città
L'inquinamento, specie nell'area più centrale, è molto elevato e rappresenta un rischio costante per la salute delle persone. I rischi maggiori (vedi documento Unicef Italia nel paragrafo "Sostanze inquinanti") li corrono i bambini compresi nella fascia d'età dagli 0 ai 14 anni.
Disincentivare l'uso delle automobili per gli spostamenti all'interno della città. Le aree centrali del nucleo antico sono spesso congestionate dall'afflusso massiccio di veicoli. Limitare l'accesso delle auto, pedonalizzando e valorizzando Piazza Cavour, principale piazza della città.
Ideare e realizzare campagne di sensibilizzazione per l'uso della bicicletta in città; la scuola, in questo caso, potrebbe dare un contributo importante. E' possibile far cambiare il comportamento di molte persone anche in questo modo.
Progettare e realizzare piste ciclabili che consentano agli utenti di sentirsi più sicuri. Il traffico caotico, infatti, allontana le persone dall'uso della bici.
In campagna
Il dato più preoccupante è la desertificazione arborea della campagna, avvenuta negli ultimi decenni. La povertà assoluta di alberi è stata verificata di persona da alunni e docenti che hanno attraversato in lungo e in largo il territorio circostante la città. Oltre ad essere "brutta" da vedere, è estremamente povera di vita e inaccessibile nella stagione calda.
Avviare nuove piantumazioni di alberi nelle aree extra-urbane: lungo i fossi, ai margini delle strade sterrate e ovunque sia possibile. Il panorama attuale è desolante: chilometri e chilometri quadrati di campagna intensamente coltivata, pochissimi alberi, quasi sempre di una sola specie, pioppi.
I vantaggi di un paesaggio ricco di alberi sarebbero molteplici:
Una più equilibrata diffusione degli alberi nella campagna trecatese consentirebbe una ripetizione del biomonitoraggio della qualità dell'aria in modo sistematico negli anni a venire.
L'attuale esperienza di biomonitoraggio ha subito un certo ridimensionamento proprio a causa della carenza di alberi nelle aree extraurbane. La varietà delle specie arboree dovrebbe essere molto più ricca di quella attuale e comprendere (per poter effettuare l'indagine), comunque, querce e tigli.
La zona industriale
La superficie occupata dalla zona industriale di San Martino di Trecate è molto vasta. Osservandola sulla carta topografica la sua estensione è paragonabile a quella della città di Trecate.
Eppure nel suo intorno, sebbene la Valle del Ticino sia confinante, la vegetazione è sporadica, o, nel migliore dei casi, disposta in modo casuale e disordinato. L'aspetto è quello di un territorio in cui gli impianti, le ciminiere, i grandi serbatoi sorgono in un ambiente desertificato o quasi.
Si potrebbe riprogettare tutta la sistemazione del verde, dalle aiuole, alle alberature, alle siepi.
Le caratteristiche stesse dell'area industriale dovrebbero incentivare la realizzazione di barriere verdi anti-rumore, fasce di rispetto per motivi di sicurezza, la messa a dimora di essenze che contribuiscano a ridurre l'impatto inquinante di certe sostanze. Una forte e diffusa presenza di verde all'interno ed ai confini dell'area industriale determinerebbe un miglioramento della qualità ambientale e consentirebbe di riqualificare, anche sotto il profilo estetico, un paesaggio ancora troppo anonimo ed inospitale.
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