Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha confermato la validità delle indagini basate sul criterio della bioindicazione per verificare lo stato di salute ambientale. In questo ambito la biondicazione dei licheni ha dato risultati interessanti sulla qualità dell'aria delle zone prese in considerazione. Studi basati su questo criterio sono stati condotti su molte grandi città (Boston, Copenaghen, Ginevra, Hong Kong, Lisbona, Londra , Madrid, Monaco di Baviera, Parigi, Praga, Vienna...) ed anche nell'ambito di aree vaste ( Olanda, Svezia, Germania sud-occidentale, Slovenia...).
L'utilizzo dei licheni come bioindicatori è una procedura attualmente praticata anche in Italia.
Queste tecniche di biomonitoraggio con i licheni possono essere utilizzate, con opportune semplificazioni, anche da persone che non hanno una preparazione specifica. Il WWF Italia, in collaborazione con la Società Lichenologica Italiana, ha proposto nelle scuole, dal 1988, il progetto di biomonitoraggio della qualità dell'ambiente con i licheni, puntando sul valore scientifico e didattico dell'iniziativa.
Quello che abbiamo utilizzato in questa ricerca è un metodo già sperimentato da alcune scuole piemontesi, nell'ambito di un progetto che ha visto il coinvolgimento dell'Assessorato regionale all'Ambiente (Settore Didattico), il Dipartimento di Biologia Vegetale dell'Università di Torino ed alcuni esperti del WWF. I risultati e le metodologie seguite sono illustrati nel libro curato da Matteo Massara e Stefano Scarselli, intitolato "Licheni e inquinamento atmosferico", pubblicato nel 1997.
IL CONTESTO TERRITORIALE
Trecate si trova nei pressi della Valle del Ticino, che segna il confine tra le regioni Piemonte e Lombardia, a metà strada tra Novara e Magenta, lungo la direttrice di collegamento Novara - Milano.
Tra la città e il fiume sorge un importante polo industriale (S. Martino di Trecate), mentre la campagna circostante è caratterizzata da colture intensive.
AREA DI STUDIO E SCELTA DELLE STAZIONI
L'area di studio comprende l'abitato di Trecate, dal centro storico alla periferia, alcune aree di campagna (territorio extraurbano), l'area industriale di San Martino e una porzione della Valle del Ticino. La sua superficie è di circa 19 Kmq.
La definizione della nostra area di indagine non corrisponde a quelle che erano le nostre intenzioni iniziali.
Purtroppo la campagna che circonda l'abitato di Trecate, ricca di coltivazioni intensive (soprattutto riso), è poverissima di alberi, soprattutto delle specie arboree utili per la nostra ricerca, querce e tigli.
L'esiguità delle stazioni extraurbane si spiega con l'assenza di specie arboree utili all'indagine.
La mappa della nostra indagine si basa su una rete di stazioni che comprendono:
SCELTA DEGLI ALBERI
Gli alberi devono avere i seguenti requisiti:
All'interno dell'area di studio, le stazioni di rilevamento dovrebbero essere composte tutte dalla medesima
essenza arborea, poichè le caratteristiche di rugosità, permeabilità e pH della scorza sono variabili da specie a specie e possono influenzare la composizione della flora lichenica.
Specie da non considerare: ippocastani (perdono strati superficiali di corteccia), betulle (idem), tutte le conifere (scorza troppo acida per i licheni di pianura).
Specie utilizzate per i mappaggi della qualità dell'aria:
Tigli (tilia spp.), pioppi(populus nigra), querce (quercus spp.).
CALCOLO DELL'INDICE DI PUREZZA ATMOSFERICO
(I.A.P. - Index of Atmospheric Purity)
Si utilizza un reticolo di 30 x 50 cm suddiviso in dieci maglie di 15 x 10 cm.
Il reticolo si posiziona su ogni albero della stazione ad un'altezza di circa 100-120 cm dal suolo, sulla parte del tronco che presenta la maggiore copertura lichenica.
Per ciascuna specie lichenica, si rileva la frequenza (in quanti rettangoli compare almeno una volta) annotando il valore su un'apposita scheda.
La frequenza di ogni specie potrà variare da 0 a 10 (se una stessa specie compare più volte nel medesimo rettangolo, la si conta una volta sola).
Sommando le frequenze di tutte le specie si ottiene la frequenza totale dell'albero considerato (valore I.A.P. dell'albero).
Lo I.A.P. della stazione è dato dalla media aritmetica delle frequenze totali degli alberi della stazione stessa.
La tabella riprodotta qui sotto costituisce un riferimento valido per le mappature della qualità dell'aria effettuate nella nostra regione (Piemonte).
IAP
|
Inquinamento dell'aria
|
Qualità dell'aria
|
| IAP <1 |
MOLTO ELEVATO |
PESSIMA |
| 1 <= IAP < 4 |
ELEVATO |
MOLTO SCADENTE |
| 4 <= IAP <8 |
ABBASTANZA ELEVATO |
SCADENTE |
| 8 <= IAP <13 |
MEDIO-ALTO |
BASSA |
| 13 <= IAP <19 |
MEDIO |
MEDIOCRE |
| 19 <= IAP <26 |
MEDIO-MODERATO |
MEDIA |
| 26 <= IAP <34 |
MODERATO |
DISCRETA |
| 34 <= IAP <43 |
BASSO |
BUONA |
| IAP => 43 |
MOLTO BASSO |
MOLTO BUONA |
|