TEMPORALE

di Giovanni Pascoli

E’ mezzodi’. Rintomba.
Tacciono le cicale
nelle stridule seccie.

E chiaro un tuon rimbomba
Dopo uno stanco, uguale,
rotolare di breccie.

Rondini ad ali aperte
Fanno echeggiar la loggia
de’ lor piccoli scoppi.

Già, dopo l’afa inerte,
fanno rumor di pioggia
le fogline dei pioppi.

Un tuon sgretola l'aria.
Sembra venuto sera.
Picchia ogni anta su l'anta.

Serrano. Solitaria
s'ode una capinera
là, che canta... che canta...

E l'acqua cade, a grosse
gocce, poi giù a torrenti,
sopra i fiumi di campi.