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argille e sabbie

 

 

GEOLOGIA DI ROMA

  

Per conoscere la storia geologica di Roma earth2.gif (185 byte) si deve risalire ad almeno 200 milioni di anni fa, quando sul fondo della Tètide si accumularono i sedimenti da cui si sono poi formate le rocce che oggi costituiscono l' Appennino centrale: sedimenti di piattaforma carbonatica che passavano a depositi di mare più profondo.

Circa cinque milioni di anni fa il settore occidentale della catena appenninica formata, iniziò ad assottigliarsi e a sprofondare.Tale sprofondamento non fu ovunque omogeneo: alcuni settori rimasero al di sopra del livello del mare, originando così un insieme di isole.

In quel periodo l'area su cui successivamente fu costruita la città di Roma era completamente sommersa, come testimoniano i depositi marini visibili in alcune zone della città. In quel mare, inizialmente, si depose il materiale argilloso (argille azzurre o "Marne vaticane") oggi ben visibile nei dintorni della città del Vaticano. Successivamente, il materiale argilloso finissimo fu sostituito da materiale prevalentemente sabbioso (con elevata quantità di organismi marini). Il passaggio dall'argilla alla sabbia è causato da un progressivo spostamento della linea di costa da oriente verso occidente.

Dopo la deposizione delle sabbie e delle argille il fondo del mare cominciò a sollevarsi e questi sedimenti si piegarono leggermente. A causa di questo sollevamento e dell'accumulo sempre più intenso di sedimenti, il mare si ritirò verso ovest, lasciando emersa l'area su cui poi sorse ROMA.

Quello che era stato un tempo il fondo del mare divenne così una regione collinare con ampie zone paludose e piccoli laghi; il Paleotevere (l'antico F. Tevere) scendeva a mare molto più a sud di oggi. Le rocce che testimoniano questo stadio dell'evoluzione geologica dell'area romana sono abbastanza diffuse. Si tratta prevalentemente di depositi fluviali, lacustri e palustri (ghiaie, sabbie, argille, travertini) contenenti i resti fossili dei grandi mammiferi che popolavano la Campagna Romana.

Dalle fratture che avevano accompagnato la formazione del Tirreno, cominciò a risalire del magma e si formarono grandi distretti vulcanici. L'attività vulcanica interessò inizialmente l'area a nord di Roma, dove diede origine al Distretto Vulcanico dei Monti Sabatini, i cui prodotti coprirono aree molto estese. Questo materiale vulcanico coprì, nel settore a nord di Roma, i terreni sottostanti, nascondendo ogni traccia della precedente storia geologica. I terreni vulcanici appena formati, furono sottoposti a fenomeni erosivi. Proprio in questo periodo iniziò l'attività vulcanica a sud di Roma, con la formazione di un altro distretto vulcanico (Colli Albani). I suoi prodotti sono costituiti in prevalenza da tufi, colate piroclastiche e colate di lave.