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CENNI
STORICI SULL'ORTO BOTANICO DI ROMA
L'orto botanico di Roma ha origini molto
antiche, nell'undicesimo secolo, anche se il terreno per crearvi l'Orto
botanico universitario venne assegnato solo nel 1660. La sua attuale sistemazione
risale a poco più di un secolo fa presso la sede di Villa Corsini
"alla Lungara".
L'intera proprietà passò
allo Stato e si potè così realizzare la sede dell'Accademia
dei Lincei nel palazzo e un orto botanico nel giardino della Villa.
Prima di essere acquistato, nel 1492 dal
Cardinale Raffaele Riaro, il giardino faceva parte di un vigneto. Dal 1659
al 1689 venne preso in affitto dalla Regina Cristina di Svezia e durante
la sua permanenza a Roma il palazzo e il giardino goderono momenti felici.
Successivamente furono venduti alla famiglia Corsini e fatti ristrutturare
dall'architetto Fuga.
La struttura del giardino era costituita
prevalentemente da cespugli e collezioni in vaso, a parte la zona alta
a bosco di leccio. Dopo la metà dell'Ottocento il giardino rimase
senza alcuna manutenzione. In seguito, quando la proprietà passò
allo Stato, 12 ettari furono assegnati all'orto Botanico, e i rimanenti
4 ettari al Comune.
Il suo primo direttore fu Pietro Romoaldo
Pirotta. Egli trasferì le collezioni già esistenti, curò
l'adattamento del "giardino d'inverno", provvide alla costruzione
di altre due serre e potenziò il patrimonio delle specie esistenti.
Per quanto riguarda le presenze artistiche le più rilevanti sono:
lo scalone monumentale con la Fontana degli 11 zampilli; la Fontana dei
Tritoni; la Serra Corsini, costruita agli inizi dell'Ottocento, rappresenta
la prima serra calda del giardino Corsini; due serre più piccole
e quella appoggiata all'edificio principale, impiantate più recentemente
dalla ditta Mathian di Lione; busti e statue di epoca romana.
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