Noi nasciamo e ci formiamo nell'acqua. E' un fatto talmente importante che i popoli antichi, cercando di spiegarsi com'erano nati la terra e l'universo su cui viviamo, hanno immaginato che tutto fosse stato "generato dalle acque". Naturalmente, per quanto ne sappiamo oggi non è vero, però le leggende, o meglio ancora i miti, ci sono. |
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UN MITO DEGLI INDIOS DELLA COLOMBIA
In principio c'era il mare. Tutto era oscurità. Non c'era né sole, nè luna, né popoli, né animali, né piante. Il mare era dappertutto. Il mare era la madre. La madre non era popoli, né alcun'altra cosa Era la coscienza di quello che sarebbe stato, era pensiero e memoria.
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UNA FAVOLA INDIANA |
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In una favola indiana si narra che il dio Sole, offeso da un contadino, per vendicarsi, si accanì con i suoi raggi sulla terra. Dopo alcuni mesi la terra si essiccò diventando arida, mentre le piante e gli uomini morivano. Questo fatto preoccupò gli dei perché, se fossero morti tutti gli uomini, nessuno avrebbe più reso loro omaggio con preghiere, doni e sacrifici. Pregarono allora il dio Sole di desistere dal suo intento, ma il dio era talmente offeso che non ci fu nulla da fare. Allora gli dei si misero a piangere tutti insieme, disperati all' idea di rimaner soli. Piansero talmente che dal cielo caddero copiosamente le loro lacrime e fu così che la vita tornò sulla terra.
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UN MITO DEI PELLEROSSA
In principio tutto era ricoperto dalle acque. Ill
cielo era chiaro e senza nuvole. Improvvisamente comparve una
nuvola che si trasformò in un coyote, che è una specie di cane.
Poi salì la nebbia e da essa uscì la volpe argentata. Entrambi
cominciarono a pensare e dal pensiero si formò una barca.
"Fermiamoci qui, trasformiamo la barca nella nostra
casa", dissero.Poi vagarono sulle acque per molti anni fino
a che la barca diventò vecchia e loro si stancarono.
"Sdraiati", disse la volpe al coyote che ubbidì.
Mentre il coyote dormiva la volpe si pettinò i capelli e mise da
parte quelli che erano caduti. Poichè ne aveva già formato un
mucchio, li spianò tra le mani e li stese sull'acqua, fino a che
l'intera superficie ne fu ricoperta.
Poi formulò un pensiero: "In questo luogo nascerà un
albero" e subito l'albero apparve. La stessa cosa si
verificò con i cespugli e con le rocce. Poi appesantì la
sottile crosta della terra con delle pietre perchè non potesse
muoversi nè incresparsi quando il vento soffiava da ogni parte
delle acque. Ed essa fece tutto questo come avrebbe dovuto essere
se fosse diventato un mondo vero e proprio. Ma la barca si arenò
dolcemente sul margine del mondo. Il coyote si svegliò, aprì
gli occhi e vide pendere al di sopra della sua testa delle
ciliegie e delle prugne e udì dei grilli stridere sulla
superficie del mondo che era nato.
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